Wolferl a Bäsle, 2ª lettera

2ª lettera (364)
[Mannheim, 5. 11. 1777]

Carissima cuginetta coniglietta!
Il suo scritto sì caro mi è stato regolarmente recapitato piegato, e ne ho ricavato voltato che il Sig. Cugino paladino, la sig. cugina leprina, e lei hei, sono in salute perfetta cagnetta; noi pure grazie a dio siam tutti sani cani. oggi è proprio finita impunita tra le mie grinfie la lettera a vanvera del mio papà haha. Spero sia arrivata grattugiata anche a lei la mia epistola gocciola che ho scritto da Mannheim. tanto meglio, meglio tanto! Ma ora qualcosa di serio. mi spiace molto che al Sig. Prelato salato sia di nuovo preso un accidente stridente. spero però che con l’aiuto del creatore motteggiatore, non sia poi nulla di micidiale maiale. scrive al sottoscritto orsacchiotto che manterrà quanto delitto prima della mia partenza da Ogusta, e presto fresco; Insomma, me ne pentirò senz‘altro. scrive poi ancora, ovvero, si lascia sfuggire, rivela, lascia trapelare, mi fa sapere, dichiara, mi accenna, mi informa, notifica, esprime chiaramente, pretende, desidera, vorrebbe, vuole, amerebbe, comanda, che anch’io le mandi il mio ritratto matto. Eh bien, senz’altro glielo mando fango. Oui, par ma la foi, ti cago sul naso che ti coli sul mento. A propos. Ce l’ha ancora lo spuni cuni fait*? – – – cosa? — se mi ama ancora — lo credo! tanto meglio, meglio tanto! Già, così va a questo mondo, uno ha la borsa e l’altro ha i quattrini; e lei con chi sta? — con me, non è vero? — ma questa ora è ancora più grossa. A propos. non vorrebbe tornare presto dal Sig. Goldschmid? ma a che fare poi là? — cosa? — niente! — a chiedere dello Spuni Cuni fait, nient‘altro. nient’altro? — Si si; va bene. Evviva tutti i – i – i — com’è che continua? – ora le auguro una notte buona, caghi nel letto finché non tuona; dorma bene la mia cocca, allunghi il culo fino alla bocca, io me ne vo nel paese di cuccagna, così da fare un pochino di nanna. Domani ci parleremo in modo serio deleterio. ho da cose un mucchio di dirle, non credere affatto ci potrà; ma sentirà le domani senz‘altro. addio intanto, ah, il culo mi brucia come il fuoco! che significherà mai! – forse è la merda che cerca di uscire? — si si, merda, ti conosco e ti vedo, riconosco il tuo gusto — e — cos’è questo? — è possibile! — o dèi! — Mio orecchio, non mi tradisci? — No, è proprio così — che suono lungo e triste! — oggi il scritto ho quinto questo. ieri ho parlato con l’esimia consorte del principe elettore, e domani che è il 6 suonerò nel grande concerto di gala; e in più suonerò anche nel gabinetto, come mi ha detto la principessa in persona. Ma ora qualcosa di davvero serio!

1: giungerà una lettera, o giungeranno lettere per me nelle sue mani, per cui la prego di — cos‘era? — si si, una rondine non fa primavera** — Allora dov’ero rimasto? — si, giusto, al giungere; — si, si, giungeranno — si, chi? — chi giungerà — ah, si, ora mi ricordo. lettere, giungeranno lettere – ma che lettere? – eh, beh, lettere per me, che la prego senz’altro di spedirmi; le farò sapere dove andrò dopo Mannheim, adesso numero 2. la prego, perché no? — la prego, mattacchiona mia, perché no? — se lei dovesse scrivere a Mad. Tavernier*** a Monaco, scriva un complimento da parte mia alle 2 mademoiselles Freysinger, perché no? — Curioso! perché no? — e la più giovane, ovvero la sig.na Josepha, la prego davvero di perdonarmi, perché no? — perché non dovrei pregarla di perdonarmi? — Curioso! — non saprei, perché no? — La prego davvero di perdonarmi per non averle ancora spedito la sonata promessa, ma gliela invierò appena possibile. perché no? — cosa — perché no? — perché non dovrei spedirla? — perché non dovrei inviarla? — perché no? — Curioso! non saprei, perché no? — Beh, insomma, questo favore vorrà pur farmelo; — perché no? — perché non dovrebbe farmelo? — perché no, curioso! glielo faccio anch’io, se vuole, perché no? — perché non dovrei farglielo? — Curioso! perché no? — non saprei, perché no? — e non dimentichi di elargire un complimento da parte mia a papà e mamma delle 2 sig.ne, perché è una mancanza grezza, se uno si dimentica di padre e madre, dev’essere, che sia. non appena la sonata sarà finita – la manderò a lei, e con una lettera in agiunta; e lei avrà la bonta di spedire a sua volta a Monaco. Ora devo terminare, e tutto ciò mi fa seccare. signor cugino, facciamo una corsa alla Santa Croce, a vedere se c’è qualcuno ancora in piedi? — non ci tratteniamo, solo una scampanellata, nient’altro. adesso devo raccontarle una storia triste, che è accaduta in questo preciso momento. mentro scrivo al meglio la mia lettera, sento un rumore dalla strada. smetto di scrivere — mi alzo, vado alla finestra — e — non sento più nulla — mi risiedo, ricomincio a scrivere — ho scritto appena 10 parole e sento di nuovo qualcosa – – mi rialzo — quando mi alzo — sento soltanto un suono molto debole — ma sento come puzza di bruciato — ovunque vada, c’è puzza. se mi affaccio alla finestra l’odore si perde, mi volto all’interno e l’odore aumenta – – alla fine la mamma mi dice: scommettiamo che ne hai mollata una? – – non credo, mamma. sì sì, è di certo così. Faccio la prova, mi metto il primo dito in culo e poi lo porto al naso, e — Ecce Provatum est, la mamma aveva ragione. Ma ora mi stia bene, le bacio 10000 volte le mani e resto come sempre il giovane vecchio Codinodiporco
Wolfgang Amadé Rosadibosco

da noi due viaggiatori mille complimenti
al sig. cugino e alla sig.ra cugina.
a tutti i miei amici cari somari
il mio saluto bruto; addio mia pazza strega.
♥ 333**** fino alla tomba, se vivrò ancora.
Miehnnam li ot5 erbotto 7771.

 

* Spuni cuni fait, o spunicunifait (v. oltre) è un vocabolo di invenzione mozartiana. Non si sa a cosa alluda esattamente; probabilmente a un giochetto, forse erotico, tra i due cugini.
** Lett. “ein Fuchs ist kein Haas”, “una volpe non è una lepre”.
*** Conoscenti comuni, così come le signorine Freysinger.
**** Nei dialetti austriaci e della Germania del sud il numero 3 ha una pronuncia molto simile a quella di “treu”, “fedele”.

E a questo link trovate il testo originale di Bona nox