Wolferl a Bäsle, 4ª lettera

4ª lettera (384)
[Mannheim, 3. 12. 1777]

Ma très chère Cousine!
Prima che le scriva devo andare al gabinetto — fatto! ah! — ora ho il cuore più leggero! – dal cuore un peso mi si è – ma ora posso di nuovo mangiare! – già, già, quando ci si è svuotati, la vita è una meraviglia. Avrei ricevuto regolarmente la sua lettera del 25 novembre, se non avesse scritto di aver avuto mal di testa, gola e braccia, e visto che ora, adesso, attualmente, al momento, non ha più alcun dolore, così ho ricevuto regolarmente la sua lettera del 26 novembre. Si, si, mia carissima signorina cugina, così va a questo mondo; uno ha il borsello, l’altro i quattrini, e lei come lo prende? — con la , non è vero? Hur sa sa, ramaio, tienimelo, su, non me lo spingere, tienimelo, su, non me lo spingere, leccami il culo, ramaio, eh sì, è vero, chi ci crede sarà beato e chi non ci crede andrà in cielo; ma diritto filato e non come scrivo io. Vede dunque che so scrivere come voglio, bello e pasticciato, dritto e storto. Ultimamente ero di cattivo umore, per cui scrivevo bello, dritto e serio; oggi sono di buon umore ed ecco che scrivo pasticciato, storto e divertente; ora dipende da cosa preferisce, — deve scegliere tra i due, perché non ho vie di mezzo, bello o pasticciato, dritto o storto, serio o divertente, le prime 3 parole o le ultime 3; aspetto la sua decisione nella prossima lettera. La mia decisione è presa; se devo andare, vado, però a seconda delle circostanze, se ho la sciolta corro e se non riesco più a tenerla, mi cago nei calzoni. Dio ti scampi, gamba, lo stinco è già sulla finestra*. Le sono molto obbligato, signorina cugina, per i complimenti della signorina Freysinger, che la cara sig.na Juliana ha avuto la bontà di trasmettermi. – Lei mi scrive che ne so già molto, ma troppo è troppo; – in una lettera lo ammetto, che è troppo, ma un po’ alla volta si potrebbe scrivere molto; cerchi di capire, per la sonata bisogna avere ancora un po’ di pazienza. Se fosse stata per la cuginetta, sarebbe già pronta da un pezzo — e chissà se Madselle Freysinger ci pensa ancora — ciò nonostante la farò comunque al più presto, l’accompagnerò con una lettera e pregherò la mia cara cuginetta di far pervenire il tutto a destinazione. A propos, da quando sono partito da Asburgo non mi sono ancora tolto questi calzoni; – a parte la notte, prima di andare a letto. Cosa penserà mai, ché sono ancora a Mannheim: non ci si muove. E questo perché non sono ancora partito, per nessun dove! Ma credo che presto Mannheim partirà. Asburgo comunque se dipende da lei può sempre scrivere a me e indirizzare la lettera a Mannheim, fino a nuovo ordine. Il signor cugino, la signora cugina e la signorina cugina mandano i loro saluti alla mamma e a me. Temevano già che fossimo malati perché non hanno ricevuto alcuna lettera per così tanto tempo. L’altro ieri hanno finalmente gioito della nostra lettera del 26 novembre e oggi, 3 dicembre, lei ha il piacere di rispondemi. Manterrò dunque la parola? – Oh, questo le dà gioia. E non dimentichi di comporre Monaco dopo la sonata, perché ogni debito è promessa, bisogna sempre essere una parola d’uomo. – Ma siamo seri.
Devo subito raccontarle una cosa: non ho mangiato a casa oggi, ma da un certo Mons. Wendling**; ora deve sapere che costui mangia sempre alle 2, è sposato e ha anche una figlia, che però è sempre malaticcia. Sua moglie canta nell’opera che stanno per dare*** e lui suona il flauto. Ora si immagini, all’una e mezza ci siamo seduti tutti a tavola, salvo la figlia che è rimasta a letto, e abbiamo mangiato.
A tutti i nostri buoni amici e amiche un culo pieno di saluti da parte nostra. Ai suoi genitori vedasi pag. 3 riga 12. Ora non so null’altro di nuovo, se non che una vacca vecchia ha cacato una merda nuova; e con ciò addieu Anna Maria Serraturaia nata Chiavaia. Mi stia bene e mi voglia bene; mi scriva presto, perché fa fresco, mantenga quanto ha detto, altrimenti rigetto. addieu, mon Dieu, la bacio mille volte e sono di botto e di cozzo

Mannheim
catarro, mai
il 3 di dicembre
oggi non è quatembre:
1777 in tempo notturno
da ora e in eterno
Amen.

Ma très chère Cousine
è mai stata a Berlin?
Suo cugino in tutto e per tutto
che il tempo sia bello o sia brutto
W. A. Mozart
Silenzio: cagare è cosa dura.

* Detto popolare.
** Johann Baptist Wendlig, flautista (1723-1797). La moglie Dorothe è stata la prima Ilia, la figlia Elisabeth Augusta la prima Elettra nell’Idomeneo.
*** Rosamunde, musica di Anton Schweitzer e testo di Wieland.