suonatori di ghironda

Bene, quindi eccomi qui con la mia vecchia ghironda, sempre la stessa. Chi vuole sentire le stesse cose? Nessuno. Sempre la stessa ghironda, ma la canzone non è sempre la stessa! Lo giuro, è sempre un’altra, anche se non sembra, se a volte si sovrappone ad altre canzoni, si riesce sempre ancora a sentire la mia, anche se gli altoparlanti da pista si scatenano, si riesce sempre a sentire la mia canzone, vero? Ma a questa sola condizione: i discesisti sono spariti, gli investitori se ne sono andati, l’ultimo skilift è arrivato e si è fermato e siamo rimasti solo noi morti. Ci siamo solo noi morti e adesso giriamo potentemente alla ghironda. Non andiamo proprio su di giri, perché non è molto quello che possiam fare, ma qualcosa riusciamo ancora a girarla. È sempre la stessa vecchia lagna. Ci piacerebbe tanto vivere ancora! Nessuno mi ascolta più, ovviamente ne sono consapevole. Ma io me ne torno sempre con la stessa vecchia lagna. Mi piacerebbe tanto vivere ancora! Tutti mi soverchiano, non solo gli altoparlanti, nel frattempo perfino discorsi sottovoce ai tavoli d’osteria, in cui non ho un posto fisso, soverchiano il mio lagnare, il mio piagnucolio senza fine, il mio cantilenare. Sì che lo so. Lo so. So che non ne potete più di sentirlo, me l’avete detto spesso abbastanza, ma è che non so fare nient’altro. Dovrei mettermi a sciare anch’io? Neanche questo so fare, non più. Dovrei sedermi a un tavolo e parlare con qualcuno? Non sono capace. Oscillo in me stessa avanti e indietro, devo, non devo? Meglio di no. Il mio piatto è sempre pieno perché nessun altro lo vuole svuotare. Resta pieno. Bene! Almeno non morirò di fame. Ma nessuno vuole sentirmi, e per me sarebbe importante invece! Potrei morire di fame per questo piatto pieno, perché devo sempre tornare con la mia vecchia ghironda e non ho tempo per mangiare. L’arte è più importante per me. Non ho tempo di vuotare il mio piatto, devo girare alla mia ghironda, anche se ormai davvero chiunque conosce quello che continuo a ripetere. Non interessa a nessuno, cosa che capisco benissimo. Non riesco più a sentirlo nemmeno io, grazie tante.
 
Müller / Schubert · Der Leiermann

arr. Andrea Chenna · voce Roberta Cortese · Conductus Ensemble diretto da Marcello Ferra · 2006