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        "rendered": "<p><a name=\"_Toc355531619\"><\/a><strong>di Peter Reichard<\/strong><br \/>\nda \u201cDie Zeit\u201d N\u00b03\/2010 del 15.10.2010<br \/>\n<em>Tre anni fa [ora 7, ndt] Natascha Kampusch sfugg\u00ec al suo rapitore\u00a0&#8211; dopo\u00a03096 giorni in una cella. Ora l&#8217;austriaca \u00e8 tornata sul luogo del delitto con il nostro autore\u00a0Peter Reichard.<\/em><!--more--><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_3425\" aria-describedby=\"caption-attachment-3425\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3425\" data-permalink=\"https:\/\/www.satyrikon.org\/it\/io-sono-forte-il-caso-natascha-kampusch\/natascha_kampusch_5\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5.jpg?fit=435%2C325&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"435,325\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Natascha Kampusch\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Natascha Kampusch alla sua prima comparsa TV dopo la fuga.&lt;\/p&gt;\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5.jpg?fit=435%2C325&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-3425 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.winterreise.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5-300x224.jpg?resize=300%2C224\" alt=\"Natascha Kampusch subito dopo la sua fuga\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha_Kampusch_5.jpg?w=435&amp;ssl=1 435w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3425\" class=\"wp-caption-text\">Natascha Kampusch subito\u00a0dopo la sua fuga<\/figcaption><\/figure><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Il 23 agosto 2006, verso le 13, una giovane donna attraversa di corsa i giardini di un quartiere residenziale nei sobborghi di Vienna. Ha colto l\u2018attimo favorevole per sfuggire all&#8217;uomo che l\u2019aveva rapita quando aveva dieci anni, rinchiusa in una minuscola cella\u00a0nella propria casa e tenuta come una schiava, per otto anni e mezzo. Tremilanovantasei giorni e notti. Alla giovane donna riesce la fuga. Il suo rapitore si toglie la vita. Da un giorno all&#8217;altro il mondo intero conosce il suo nome: Natascha Kampusch. E resta in attesa che lei racconti la sua storia. [&#8230;]<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nAlla costruzione della propria leggenda ha contribuito involontariamente Natascha Kampusch stessa. Si \u00e8 presentata al mondo, davanti alle telecamere, come una giovane donna sicura di s\u00e9 e della bellezza di una madonna. Intelligente, loquace, parla quasi come un libro stampato. Niente a che vedere con una vittima. E questo sembra ora ritorcersi contro di lei. La semplice versione dei fatti non \u00e8 gradevole. Ma \u00e8 la verit\u00e0.<br \/>\nLi abbiamo riesaminati parecchie volte con le autorit\u00e0. Approfonditi con Natascha Kampusch, con sua madre, col migliore amico di Wolfgang Priklopil, il nostro testimone principale davanti alle telecamere. Resta tutto vero: Natascha Kampusch \u00e8 stata rapita, tenuta prigioniera, torturata, dominata da un unico uomo. Un uomo a sua volta dominato a lungo dalla propria debolezza, finch\u00e9 non rap\u00ec e rinchiuse quella bambina, cos\u00ec da attingere tramite lei nuova forza e superiorit\u00e0. Non abbastanza evidentemente, perch\u00e9 a soggiogarla davvero non ci \u00e8 riuscito. Lei ha saputo resistere alle scorie psicologiche accumulatesi in Wolfgang Priklopil. Alla fine \u00e8 scappata. Lui si \u00e8 ucciso, lei vive. [\u2026]<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-gesucht.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3430\" data-permalink=\"https:\/\/www.satyrikon.org\/it\/io-sono-forte-il-caso-natascha-kampusch\/natascha-kampusch-gesucht\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-gesucht.jpg?fit=512%2C348&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"512,348\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Natascha Kampusch gesucht\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-gesucht.jpg?fit=512%2C348&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-3430 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-gesucht-300x203.jpg?resize=300%2C203&#038;ssl=1\" alt=\"Natascha Kampusch gesucht\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a>\u00c8 seduta di fronte a noi, ci descrive il suo rapimento il 2 marzo 1998. Come Priklopil improvvisamente la trascin\u00f2 sul suo furgone bianco mentre lei era sulla strada di casa, la gett\u00f2 sul fondale, si arrampic\u00f2 al volante e part\u00ec a tutta velocit\u00e0. Come poi, avvolta in una coperta blu, la port\u00f2 nella minuscola cella\u00a0della sua casa di Strasshof, distante solo mezz&#8217;ora di auto. Come la tenne rinchiusa dai sei ai nove mesi \u2013 esattamente non lo sa, aveva perso qualunque senso del tempo -, prima di farla salire nel suo appartamento, con le veneziane abbassate, nella luce diffusa. La controllava, la sorvegliava, la minacciava. E lei? Disimpar\u00f2 a piangere. Le lacrime lasciano tracce sulle piastrelle lucidate. Questo Priklopil, da fanatico della pulizia qual\u2019era, non lo tollerava. Gliele sfregava con violenza sugli occhi. Nel corso degli anni ogni tanto la port\u00f2 con s\u00e9 in giardino, di notte, per qualche minuto. Lei assorbiva l\u2019aria fresca. Passava la mano sull&#8217;erba, sui fiori. Implorava di poter prendere con s\u00e9 un rametto nella cella\u00a0sotterranea. Le fu concesso e fu poi punita subito dopo con un digiuno forzato, perch\u00e9 sul tavolo della cucina aveva lasciato un\u2019impronta che lui si era affrettato a pulire, afferrandola con forza, con il dorso della mano di lei. Una vita in un inferno, sotto il giogo di un diavolo che nonostante occasionali gentilezze rest\u00f2 un diavolo. Con cui lei doveva lottare per ogni sciocchezza.<br \/>\nEra felice quando non doveva stare con lui nell&#8217;appartamento e poteva restarsene invece nella sua cella. Nel suo mondo stretto, sepolta da libri, matite e carta. Pi\u00f9 tardi con una radio e un televisore con cui poter guardare dei video.<br \/>\nPochi mesi prima che Natascha Kampusch sfruttasse un attimo di distrazione per la sua fuga, Priklopil l\u2019aveva portata alcune volte con s\u00e9 in mezzo alla gente \u2013 la stessa che oggi comprende con tanta difficolt\u00e0 perch\u00e9 gi\u00e0 allora lei non abbia colto l\u2019occasione per scappare o per lo meno per chiedere aiuto. La sua spiegazione: semplicemente non aveva fiducia nel fatto che le persone avrebbero immediatamente colto il pericolo in cui si trovava e che avrebbero saputo agire di conseguenza. Perch\u00e9 Priklopil l\u2019aveva minacciata di uccidere immediatamente lei e possibili liberatori. Come avrebbe potuto fare affidamento su persone a cui in tutti quegli anni era stata resa estranea dal suo rapitore, sui cui bisogni da allora si concentrava tutta la sua vita? Come avrebbe potuto rompere questa barriera psicologica?<br \/>\n\u201cLe persone\u201c, dice, \u201cdovrebbero solo fare l\u2019esperimento e mettere il loro gatto fuori dalla porta di casa. Lui si metter\u00e0 a sedere dopo sette o otto scalini senza pi\u00f9 muoversi e inizier\u00e0 a miagolare, per paura della libert\u00e0. Paura che accada qualcosa. Perch\u00e9 partir\u00e0 dal presupposto di essere poi subito riportato dentro e di essere punito. La stessa cosa accade a una persona tenuta isolata tanto a lungo come me.\u201c [&#8230;]<br \/>\n<figure id=\"attachment_3432\" aria-describedby=\"caption-attachment-3432\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-G%C3%BCnther-Jauch-Interview.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3432 size-large\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Natascha-Kampusch-G%C3%BCnther-Jauch-Interview-1024x720.jpg?resize=1024%2C720&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"720\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3432\" class=\"wp-caption-text\">Natascha Kampusch ospite della trasmissione di G\u00fcnther Jauch nel 2013<\/figcaption><\/figure><br \/>\nForte lo era ancora prima di essere rapita. Intelligente, ma soprattutto socialmente intelligente. Nella prigionia comprese che sviluppando odio si sarebbe uccisa. Prese una decisione che gi\u00e0 nella vita normale \u00e8 abbastanza difficile, ma che per una bambina nella sua condizione ha dell\u2019incredibile: perdon\u00f2. Perdonava a Priklopil, pi\u00f9 in fretta che poteva, tutte le cattiverie con cui lui la tormentava. Vedeva in lui quello che era: un\u00a0uomo\u00a0fuori strada, debole, tenuto sotto\u00a0da un padre da cui cercava un\u2019attenzione che per\u00f2 non ottenne mai. \u00c8 perch\u00e9 comprese questo, che gli perdon\u00f2 il fatto che lui la tenesse sotto.<br \/>\nA volte pensava perfino: meno male che non \u00e8 successo a un altro bambino. Io sono forte. Con questa consapevolezza lavorava a un solo obiettivo: fuggire, un giorno. Quando avesse avuto la forza psichica e fisica necessaria. Il suo piano si \u00e8 avverato. Ma non la sua speranza di una vita in piena libert\u00e0, perch\u00e9 Natascha Kampusch non \u00e8 libera. \u00c8 imprigionata. Di nuovo. Solo che il suo raggio d\u2019azione adesso \u00e8 pi\u00f9 vasto. Resta controllata, ad ogni passo, solo, questa volta, dalla societ\u00e0.<br \/>\nChe non le perdona la sua trasmissione ormai interrotta sul canale austriaco Puls4, in cui intervistava personaggi famosi. Si pensa che sia ricca e le si rinfaccia, a volte in modo volgare, di viaggiare con la metropolitana anzich\u00e9 in limousine \u2013 che nella realt\u00e0 possiede tanto poco come i molti soldi che le vengono attribuiti; alla fine ha ereditato la casa di Priklopil, come risarcimento. La si accusa di presunzione, perch\u00e9 voleva sostenere finanziariamente progetti di pubblica utilit\u00e0 e non ha mantenuto la sua promessa.<br \/>\nNon poteva mantenerla. Perch\u00e9 le donazioni che era riuscita a raccogliere non bastavano per l\u2019istituzione di una fondazione, che necessita di una somma minima. Il fatto che n\u00e9 i soldi n\u00e9 il lusso significhino qualcosa per lei, \u00e8 probabilmente il motivo per cui non approfondisce il sospetto che una parte sostanziale delle donazioni sia sparita attraverso canali pi\u00f9 torbidi. [\u2026]<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/39_natascha_kampusch.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3442 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.satyrikon.org\/winterreise\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/39_natascha_kampusch.jpg?resize=1000%2C665&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"665\" \/><\/a><br \/>\nA Natascha Kampusch fa male che le chieda i dettagli della sua prigionia, anche pi\u00f9 tardi, davanti alla videocamera di uno studio televisivo di Vienna. Per sette giorni, ogni giorno per alcune ore. Respinge, passa al contrattacco e interroga me. La videocamera corre, noi chiacchieriamo. Trenta, quaranta minuti. Molte informazioni da me, quasi nessuna da lei. Ma a un certo punto smette di opporsi alle mie domande e si concentra su se stessa. Non vola una mosca. Abbassa lo sguardo, sprofonda come in un ascensore di vetro \u2013 l\u00e0, dove ha registrato tutti gli orrori.<br \/>\nSembra quasi li legga. Sottovoce, quasi monotona. Con un distacco, come se quello che racconta non avesse nulla a che fare con lei. E improvvisamente l\u2019ascensore immaginario \u00e8 di nuovo su, e Natascha Kampusch ne esce. Dice energica che ha bisogno di una pausa. Salta su in piedi. Mangia, beve, ride. E mi rimprovera di andare troppo a fondo nell&#8217;intervista. Minuti dopo \u00e8 di nuovo seduta davanti alla camera. E il gioco ricomincia. [\u2026]<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nCOMMENTI DEI LETTORI:<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>theobald tiger<\/strong><\/p>\n<p>Adesso quindi anche \u201cDie Zeit\u201d salta sul treno in corsa e ci fa conoscere live la cella di Natascha Kampusch.<br \/>\nQuesta donna \u00e8 semplicemente ossessionata dai media. La maggior parte della gente qui in Austria non riesce pi\u00f9 a sentire n\u00e9 a vedere il gran daffare che si d\u00e0 questa donna sui media.<br \/>\nChe nessuno mi venga a raccontare che un comportamento del genere dovrebbe essere utile ad elaborare meglio il vissuto.<br \/>\nScusate l\u2019espressione, ma il circo che vien fatto attorno a questa donna fa solo vomitare.<br \/>\n[<em>Ndt: seguono 3 commenti di risposta, in difesa della bont\u00e0 dell\u2019articolo e sull&#8217;inopportunit\u00e0 dei giudizi \u2018da esperto\u2019 di \u201ctheobald tiger\u201d, che risponde ancora:<\/em>]<br \/>\nAl contrario di voi ho seguito i resoconti sul rapimento e la prigionia di N. Kampusch a partire dalla sua fuga \u2013 su giornali austriaci seri.<br \/>\nLa signora Kampusch ha familiarizzato molto in fretta \u2013 con l\u2019aiuto dei suoi \u201e consulenti &#8221; \u2013 con lo show-business, e da osservatori imparziali si poteva percepire chiaramente che non si trattava tanto di elaborazione del vissuto, ma di ricerca di attenzione pubblica e \u2013 soprattutto \u2013 di soldi. E di pubblico ne ha avuto pi\u00f9 che a sufficienza negli ultimi 3 anni.<br \/>\nFra l\u2019altro: le indagini sul caso da parte del pubblico ministero sono ormai chiuse e la teoria dell\u2019unico colpevole a quanto pare non lascia dubbi. Questo per\u00f2 pi\u00f9 che altro perch\u00e9 il pubblico ministero non vuole che sorgano dubbi sul fatto che anche altre ipotesi sarebbero possibili e mette cos\u00ec a tacere gli intoppi occorsi durante il ritrovamento e l\u2019interrogatorio di N. Kampusch. I dubbi sul resoconto dato dalla signora Kampusch sullo svolgimento dei fatti e sulla durata della prigionia per\u00f2 restano, perfino secondo gli esperti legali.<br \/>\nQuindi statevene alla larga con le vostre accuse!<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>Traduzione di R.C., <a title=\"Die Zeit - Ich bin stark - Der Fall Natascha Kampusch\" href=\"http:\/\/www.zeit.de\/2010\/03\/Kampusch-03\" target=\"_blank\">a questo link <\/a>l\u2019articolo completo in lingua originale.<\/em><br \/>\nSu YouTube si trova poi il documentario prodotto dall&#8217;ARD nel 2010, che Jelinek cita tra le fonti di <em>Winterreise<\/em>: <a title=\"Natascha Kampusch - 3096 Tage in Gefangenschaft\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R615WicoOSo\" target=\"_blank\">in originale tedesco<\/a> e <a title=\"Natascha Kampusch: 3096 days in captivity\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4Q6MFBBG_n8\" target=\"_blank\">in tedesco\/inglese<\/a> (sottotitoli in inglese)<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Nota: ho\u00a0scelto di tradurre questo articolo perch\u00e9, oltre a spiegare piuttosto chiaramente alcune dinamiche affrontate nella quarta parte di <em>Winterreise<\/em>, \u00e8 stato pubblicato in un periodo di poco precedente la sua stesura. Da allora, il caso Kampusch non ha comunque finito di fare scalpore. Dopo l\u2019autobiografia <em>3096 Tage<\/em> (<em>3096 giorni<\/em>), pubblicata nel 2010, nel 2013 nelle sale cinematografiche di lingua tedesca \u00e8 uscito anche il film tratto dal libro stesso. Nel film, a differenza che nel libro, \u00e8 presente una scena di violenza sessuale, argomento molto discusso, ma che finora non aveva trovato risposte. In un\u2019intervista a G\u00fcnter Jauch, la stessa Kampusch ha ammesso di avere subito degli abusi da Priklopil, ma aggiunge anche di non volerne parlare. L\u2019opinione pubblica pare continui ad essere di altro parere.<\/p>",
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