Bambiland a Brindisi

La cosa migliore sono i bambini. Quelli li scegliamo per primi. Sono meritevoli di essere scelti. Sono la cosa più preziosa che esista, perciò li scegliamo per primi. Spero che siano davvero meritevoli! Insomma, qui non c’è scritto da nessuna parte quanto costi esattamente tutto questo. Ah, sì, eccolo. L’avevo letto poco fa, adesso l’ho perso, eccolo di nuovo. Qui c’è il conto. Niente è gratis. Nemmeno la morte. Quella ti costa la vita. E allora, cosa costa questo bambino? Francamente credo che il bambino ne abbia abbastanza, in ogni guerra deve essere la vittima, in ogni guerra viene sfruttato, in ogni guerra viene tenuto davanti alle macchine da presa, no, non sempre lo stesso bambino, idiota, ogni volta un bambino diverso, ma il bambino, il bambino universale deve sempre essere la vittima, in modo che possiamo spremere da noi un sentimento, perché noi siamo temperamenti estremi e più duri delle olive, se si volesse spremere qualcosa da noi. Elargire, questo facciamo. Ma i sentimenti ce li lasciamo spremere fuori solo da un bambino, e precisamente da questo qui, del quale non rimane più molto. Tutto il sangue. Noi lo filmiamo. Beh, funziona. Scegliamo anche quest’altro.

Da Bambiland di Elfriede Jelinek

Per Melissa e i suoi compagni di scuola.

In foto: cortile del Primo Liceo Artistico, Torino

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