Treno Cavallo e Tram – V / Favria

E io andai a Favria a fare il corso di radiomarconista. Lì – punto linea punto – imparavo l’alfabeto morse. Sono stato lì tre mesi. Promosso a pieni voti, solo che quando dovevo uscire di lì dovevo andare in Russia, e là c’era la guerra. M’han mandato a fare il corso per spedirmi in Russia. Nel millenovecentoquaranta… eh, la fine del quarantadue, il principio del quarantatre.

Una mattina girando per la caserma di Favria incontro il maresciallo che stava bestemmiando.
– Scusi, Maresciallo, cosa c’è che non va? –
– Ho tre muli da ferrare e non so dove battere il naso: maniscalchi non ce n’è…-
– Avete il martello, l’incudine, la forgia? –
– C’è tutto, qua. –
– Glieli ferro io? -, e lui mi guarda.
– Non scherzare… –
– No no, non scherzo, glieli ferro io. Mi dia solo uno che mi tenga le zampe alzate. – e gli ferrai i tre muli.
‘Sto maresciallo sembrava di toccare il cielo con il dito.
– Sai dove dovevi andare? -, mi dice.
– M’han detto in Russia. –
– Esatto. Guardo se posso fare io qualcosa per te, mi hai tolto un fastidio grosso. –
Tre giorni dopo viene da me.
– Tu in Russia non vai più. –
– Come mai? –
– Faccende mie: tu rientri in caserma adesso. –

E rientrai in caserma. Si vede che però a qualcuno lì non andavo giù: il Colonnello Calcagno mi mandò a chiamare e mi disse: Tu domani – domani, eh? – vai in Francia a raggiungere il reggimento. Io non potevo far valere le mie ragioni, perché un militare… bisogna ascoltare gli ordini… All’indomani eravamo in sei. Andammo alla stazione, con sei cavalli, caricammo tutto e scendemmo in Francia, a Cannes. E di lì andammo a Nizza a cavallo. C’era il reggimento. Restammo un mese. Andai poi a Juan le Pain, tre mesi, poi tre mesi a Trinité Victor e tre mesi a Fayance. Stetti nove mesi in Francia.

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